Inserito da: nuoro3 | 21 Maggio 2009

La casa del pastore.

“I pastori, che passano nella tanca la maggior parte della loro vita e solo la domenica tornano al villaggio dalla moglie e dai figli, costruiscono sul luogo del pascolo una capanna di pietre sovrapposte solitamente senza calcina a mò di piccolo nuraghe; frequentemente queste capanne sono circolari e il tetto è di rami e frasche legati in alto con vinchi, in modo da formare una sorta di cono. Nel caso di soste passeggere ci si accontenta anche di capanne di canne. Queste capanne di pastori si chiamano in tutta la Sardegna pinnètta, in fonnese anche pinnèttu, da pinna. L’interno della pinnètta è anche più semplice di quello delle case. Pure qui al centro si trova il focolare; alle pareti sono appesi gli utensili per la mungitura e il fucile; qui sono appoggiate durante il giorno le stuoie arrotolate che di notte vengono distese accanto al fuoco; dalla parete pende, sostenuto da quattro funi, un kannìttu, per la conservazione del formaggio e spesso anche di altre cose. Talora nei villaggi sardi e anche nelle pinnèttas si vede un palo verticale con uno o più rebbi laterali forniti di ganci per appendervi la carne o altre cose…

…Attorno alla pinnètta si estende uno spazio circolare limitato da un muretto e da frasche, in cui spesso si trova l’ istàttu; a questo cortile centrale sono collegati, per mezzo di cancelli i singoli recinti destinati alle pecore, agli agnelli, alle capre, ai maiali, ai buoi, ai vitelli e ai cavalli. Per la cottura, le caldaie, le pentole e le padelle non sono fissate con catene o con ganci, ma poste su un treppiede di ferro…”

Max Leopold Wagner, La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua,1921


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